Qualcuno, non ricordo chi, scusate, chiedeva su Facebook come poter coinvolgere le scuole nel processo di trasformazione di Nuoro. Cambiamento necessario se si vuole dar sostanza a una strategia culturale-turistica che liberi la nostra città dal grigio del presente e ne consenta l’apertura verso il mondo, al fine di riappropriarsi del ruolo di polo della cultura che le spetta. Giustamente, la collaborazione con le scuole appare indispensabile: le profonde trasformazioni hanno bisogno non di un’impostazione di vertice, fatta magari a tavolino nelle stesse stanze del potere che hanno cancellato la parola bellezza dalle prospettive nuoresi, ma della freschezza di una popolazione pronta ancora a esprimersi e a mettersi in gioco. A Nuoro esistono decine di meritorie associazioni culturali che svolgono una funzione di stimolo, di tutela delle tradizioni, di comunicazione. Manca una sintesi, ma questo non per demeriti propri ma perché non è chiarita una visione complessiva, un obiettivo unico e condiviso cui tendere. E le scuole, evidentemente, sono rimaste staccate da questi fermenti, senza poter anch’esse contribuire a un generale risveglio.
Per rispondere alla domanda iniziale, la mia esperienza con le scuole nuoresi, in questi ultimi anni, potrebbe sintetizzarsi in una frase evangelica che prendo a prestito: bussate e vi sarà aperto. Per assistere le delegazioni estere che ho portato in Sardegna e per realizzare diverse iniziative culturali cui tenevo molto, ho solo bussato umilmente, chiedendo aiuto ‘da privato e senza appoggi’, e devo dire che la risposta è stata al di là di qualsiasi aspettativa. La delegazione dell’Hong Kong City University è stata accompagnata per Nuoro e Galtellì da studenti dell’ITC Satta e del Liceo Scientifico che hanno presentato i nostri tesori ambientali e culturali con un entusiasmo contagioso, inarrivabile. I ‘cinesi’ (in realtà studiosi da tutto il mondo) ne sono rimasti colpiti come mai. Lo spettacolo organizzato dall’ITC con letture deleddiane, musica e danze – e con un pranzo che è diventato una sorta di workshop interessantissimo tra giovani di diverse culture – rimane nella memoria di decine di istranzos che ancora mi scrivono con nostalgia. Questa è Nuoro: ospitale, fresca e gioiosa, pronta a comunicare in maniera coinvolgente tutta la civiltà che abbiamo alle spalle e che ci differenzia nel mondo.
Lo ammetto, l’ITC mi ha conquistato e con loro ho fatto varie altre esperienze, tutte bellissime: una presentazione sulla Cina e sulle economie asiatiche, una proiezione del nostro documentario ‘Padre Nicosia l’angelo dei lebbrosi’ girato a Hong Kong e Macao, e ancora l’ultima, il 4 giugno scorso, una lettura corale, in italiano e inglese, del mio libro ‘Thirty-Four Forms of Madness, Trentaquattro forme di pazzia’. D’altronde, dove può e deve essere presentato un libro, dico io, se non nell’ambiente della scuola? Questo se vogliamo cambiare le cose, ovviamente, e se vogliamo trasformare la società piantando i giusti semi e trasmettendo valori positivi, di apertura.
Lo spettacolo del 4 giugno è stato diretto dal maestro Gavino Poddighe con la sua usuale passione e maestria. Le letture sono state fatte da Gavino stesso, da Miriam Zucchiatti dell’associazione I Segni delle Radici, da Valentina Tota (che già aveva interpretato Grazia Deledda nello spettacolo per l’Hong Kong City University) e da Eugenio Pittalis – gli ultimi due sono appunto bravissimi studenti dell’ITC Satta. La presentazione è stata un successo anche di pubblico, come tutte le cose organizzate all’ITC. Un ringraziamento particolare va alla Preside Pierina Masuri, a Vina Cherchi e al corpo insegnante, anche per la sempre calda ospitalità, a Miriam Zucchiatti per il lavoro di ricerca e presentazione, a Franco Mottoi e Antonello De Lucia per le foto, e a Giampiero Murru per le riprese video. Lascio per ultimi gli ammirevoli studenti dell’ITC, ancora una volta commoventi, e il nostro Gavino Poddighe, una risorsa davvero preziosa per la nostra città. Questo gruppo collaudato farà ancora grandi cose nel prossimo futuro: nel prossimo articolo vi metterò al corrente di tre grandi progetti che abbiamo messo in cantiere e che vedranno la luce nel prossimo autunno.
Concludo la risposta alla domanda iniziale: coinvolgere le scuole è facile e naturale, davvero. Occorre però avere idee valide da proporre (e in questo momento, sì, le idee scarseggiano) e l’umiltà di chiedere una collaborazione, nel dovuto modo. Penso che Nuoro sia piena di gente di buona volontà, pronta a dare il cuore e, come ha scritto un amico, a ‘remare’. Ci vuole un fine e una voce, tutto qui.
Ciriaco Offeddu
ciriacoffeddu.com