Quantcast
Channel: My Blog
Viewing all articles
Browse latest Browse all 207

Bancarotta

$
0
0

teatro-arsenale-milano-la-bancarotta-carlo-goldoni-regia-di-marina-spreafico - Version 2I bilanci delle aziende – dice il Codice Civile – devono essere redatti in forma strettamente cautelativa, perché rappresentativi dello ‘stato di salute’ attuale e prospettico dell’azienda cui si riferiscono. Tutti i possibili ‘portatori di interesse’ (creditori, fornitori, clienti, dipendenti, ecc.) debbono poter comprendere in maniera chiara ed esaustiva, attraverso la lettura dei bilanci (che sono pubblici) l’evoluzione e i risultati economici delle attività, lo stato patrimoniale, i flussi finanziari sottesi, i possibili rischi di impresa, ecc. Migliaia di imprese in condizioni dubbie sono state costrette dalla legge a liquidare perché la reale rappresentazione del proprio stato di salute avrebbe diminuito la possibilità di ottenere credito non solo dal sistema bancario, ma anche dal mercato. Migliaia di amministratori e sindaci sono stati inquisiti e condannati per aver manipolato i bilanci in maniera da dare all’esterno una falsa rappresentazione. Le aziende – almeno negli ultimi quindici anni – hanno sempre avuto chiaro (anche se non l’anno sempre seguito, ovvio) il concetto di ‘forma cautelativa’. Non le banche. Le banche si sono progressivamente allontanate dalla legge man mano che la crisi italiana si affacciava ed esplodeva – dovessi datare il fenomeno, direi dall’introduzione dell’euro, con una rampa esponenziale a salire a partire poi dal 2008. E’ più di dieci anni che dico (rovinandomi anche diverse amicizie) che i bilanci delle banche italiane sono falsi e in qualche caso marci. Prescindo qui dai crimini che sono stati diffusamente compiuti ai danni dei correntisti e degli investitori. E’ un capitolo che si sta aprendo da poco, con evidenze incredibili, e che sta via via interessando la magistratura e la Banca d’Italia – spinte entrambe soprattutto dalle rilevanze e dalle spallate date dall’UE, non certo attivatesi motu proprio. Ma l’evidenza della falsa rappresentazione dei bilanci (certamente non cautelativa) era sufficiente leggerla dalla percentuale e dal valore dei crediti in sofferenza, in inglese NPL. Se volete capire perché il settore bancario ha falsificato i bilanci (e continua purtroppo ancora oggi), perché richiede sempre maggiori aumenti di capitale, perché comunque non accontenta il mercato e allontana gli investitori esteri, dovete partire dal fatto che oggi (Agosto 2016) le banche hanno ammesso e hanno valutato i crediti in sofferenza mediamente al 33% del loro valore di libro. In soldoni, le banche ammettono oggi (attenzione: fino a ieri non lo ammettevano) che pensano di recuperare solo un terzo dei ‘crediti in sofferenza’ che oggi hanno dichiarato. Dato che la redditività corrente delle banche, se pur bassa e in precipitosa diminuzione, è generalmente positiva, gli aumenti di capitale sinora fatti e di cui avete ampiamente letto dai giornali, sono andati a giustificare e coprire soprattutto crediti in sofferenza non precedentemente dichiarati. Gli aumenti di capitale certificano dunque la falsità dei bilanci degli ultimi anni – spero sia chiaro. Riformulo: se io nel 2010 dichiaro di avere crediti non recuperabili pari al 9% del totale dei miei crediti quando invece sono al 15%, a un certo momento sono forzato a fare ammenda e devo effettuare un aumento di capitale per coprire la perdita. Sto dicendo dunque che se una banca negli ultimi tre/cinque anni ha effettuato aumenti di capitale ad esempio per 8 miliardi di euro per venire incontro alle evidenze/leggi dell’UE, questo vuol dire che sostanzialmente aveva falsificato i bilanci per 8 miliardi di euro in quanto non aveva considerato cautelativamente queste possibili perdite sui crediti. Questo per quanto al recentissimo passato. Ma veniamo nuovamente a oggi: dei crediti in sofferenza dichiarati (pari al doppio della media europea, per inciso!) le banche pensano di recuperarne solo un terzo = ogni 100 euro prestati dichiarano una probabile perdita di 67. Uno potrebbe pensare: beh, questi banchieri sono gran figli di puttana, una categoria di usurai impuniti, complimenti!, ma almeno adesso la situazione è ripulita, tiriamo un sospiro di sollievo e crediamo a Padoan e Renzi: il peggio è passato, il sistema e’ saldo.

Troppo semplice, purtroppo. Perché il mercato continua allora a penalizzare le banche? Perché sono all’orizzonte nuovi aumenti di capitale? Per due motivi principali: 1) perché gli analisti internazionali non credono che solo il 33% dei crediti in sofferenza possa essere riscosso, ma che la percentuale si abbassi a un 18 – 20% = ogni 100 euro prestati ho dunque una perdita di 80 = necessità di successivi aumenti di capitale, circa doppi rispetto a quanto oggi previsto); 2) perché il mercato non ha fiducia nel management bancario italiano, quelle stesse persone, fondamentalmente sempre le stesse, che hanno gestito le banche con inefficienza gestionale nel migliore dei casi, con colpe civili e crimini penali nel resto dei casi. Soprattutto si avverte che un’intera generazione di banchieri ha clamorosamente fallito e oggi è in preda al panico, incapace di elaborare una nuova visione e strategie di recupero che non siano appunto la richiesta di nuovi aumenti di capitale (gentili signori e signore, chi vuole prestare soldi alle banche?), la vendita dei gioielli di famiglia, la chiusura di alcuni sportelli. Al di là delle parole di circostanza, i segnali sono di disperazione.

Non riesco a elaborare tutto il discorso e arrivare a Umberto I di Savoia, il Sardex, ecc. L’articolo è diventato troppo lungo e avrà un seguito alla prossima puntata, sempre che interessi.

Dico solo che il peggio deve ancora venire.

 

Ciriaco Offeddu

ciriacoffeddu.com

 


Viewing all articles
Browse latest Browse all 207

Trending Articles